"Scorzè città dell'acqua e degli ortaggi, al centro delle tre province di Venezia, Treviso e Padova"

12° PREMIO SAN MARTINO 2019

12° PREMIO SAN MARTINO 2019

Concorso gastronomico per Istituti Alberghieri

Domenica 24 novembre 2019

Alla Ricerca delle eccellenze del nostro territorio

Il programma prevede

  • ACCOGLIENZA

L’esposizione di un weekend lungo “Radicchio experience”

  • SALA/BAR

La preparazione di un drink con il Vermouth di Treviso “Insolito” a bassa gradazione alcolica

  • CUCINA

La preparazione di un risotto con l’utilizzo del riso del Delta del Po IGP

Paniere

Per entrambe le portate, oltre al prodotto citato nel tema, uno fra i seguenti radicchi veneti IGP è obbligatorio: Treviso, Castelfranco, Verona, Chioggia; gli altri ingredienti dovranno essere scelti fra i prodotti proposti dalle bancarelle presenti nel Palaradicchio. Ogni squadra potrà decidere di inserire in ciascuna ricetta un prodotto caratteristico del proprio territorio.

 

 

 


 

Storico degli organisti

Di seguito sono riportati gli organisti delle edizioni precedenti

(l'elenco è incompleto):

 

  • Amedeo Aroma
  • Tarcisio Battisti
  • Michele Bravin
  • Roberto Bonetto
  • Andreas Buschnakowsky
  • Daniele Carretta
  • Silvio Celeghin
  • Michel Colin
  • Lorenzo Da Rio
  • Sergio De Pieri
  • Matthias Dreissig
  • Devis Formentin
  • Marcello Girotto
  • Wolodimir Kosuba
  • Giuseppe Pasquini
  • Stefano Pellini
  • Giovanni Pivato
  • Rino Rizzato
  • Michael Robert
  • Valentina Salucci
  • Matthias Schneider
  • Mario Scaramucci
  • Pierdino Tisato
  • Hannes Torggler
  • Ulisse Trabacchin

L'organo attuale

L’organo attuale fu costruito tra il 1988 e il 1990 dalla “Pontificia Fabbrica d’organi Tamburini” di Crema, preferita tra altre case organarie interpellate per l’occasione. Alla gara, infatti, parteciparono altre ditte quali Franz Zanin (alla quale inizialmente era stato affidato il lavoro), Mascioni (che preparò anche un progetto per il rifacimento della facciata), Carli, Pinchi, Pacagnella ed altre, partendo da un progetto per un organo di quindici registri, poi ampliato anche su indicazione della casa costruttrice.

Il “Tamburini” fu inaugurato da tre concerti eseguiti dai membri della commissione per le progettazione dello strumento Marcello Girotto (nativo di Cappella, figlio del suddetto Marco, principale artefice, con il parroco don Giovanni Mason, dell’opera), Amedeo Aroma e Rino Rizzato.

 

Segue la descrizione e la disposizione fonica:

2 manuali (Grand’Organo, Eco-Espressivo) di 56 note, pedaliera concava parallela di 30 note, consolle a finestra trasmissione meccanica per tastiere (sospesa al G. O., a leva per Espressivo e Pedale) e registri (a pomolo) 4 somieri classici “a tiro” a canali per tasto, 4 mantici “a lanterna” accordatura “in tondo”, 1072 canne

 

I Tastiera II Tastiera Pedale
Principale Bordone 8' Subbasso 16'
Ottava ** 8' Flauto in VIII * 4' Basso 8'
Decimaquinta ** 4' Flauto in XII 2 2/3' Ottava 4'
Decimanona ** 2 ' Principalino ** 2' Fagotto 16'
Ripieno  3 file ** 1/3' Quinta 1 1/3'  
Sesquialtera  2 2/3 - 1 1/3' Viola ** 8'  
Flauto  8' Violoncello (alla Serassi) 8'  
  Tremolo  


Unioni
: I al Ped.; II al Ped.; I al II

Accessori: Pomello ripieno G. O., Pedaletto Sesquialtera, Pedaletto Violoncello, Pedaletto Fagotto

 

* = del ‘700 (parte soprana)

** = del Malvestito (anche parzialmente)

 

Le canne dei Principali e dei Ripieni sono in lega di stagno che va dal 50 al 75%, quella dei Flauti al 25-30% di stagno. Le canne di legno (Subbasso 16’, Bordone 8’ e Flauto 8’) sono in legno pregiato di prima scelta e lungamente stagionato. Il Violoncello alla Serassi 8’ è in lega di stagno e il Fagotto 16’ in rame.

L'organo

I documenti testimoniano l’esistenza di un organo nella parrocchiale di Cappella almeno dal 1739. Quest’organo probabilmente doveva essere stato costruito ex novo interamente a spese dell’organista, se è vero che il parroco Pietro Vian si adoperò per garantire a costui un congruo compenso. Verosimilmente di quest’organo ora si conserva ancora la parte soprana del registro “flauto in VIII” nell’attuale strumento. Nel 1990, durante l’ultimo intervento allo strumento, si rinvennero parti, oramai completamente fuori uso ed irrecuperabili, firmate dall’organaro vicentino Gio’ Batta De Lorenzi, operante anche in diocesi di Treviso (Monigo, Paderno del Grappa, Quinto di Treviso) verso la metà del XIX sec.

 

Nel 1880 circa, la ditta Malvestio di Padova ricostruì il tutto, portando l’organo alla seguente composizione fonica:

 

Tastiera Pedale
Principale 8' Subbasso 16'
Ottava 4'  
Ottavino 4'  
Viola 4'  
Celeste 8'  
Flauto 8'  

Ripieno I

 
Ripieno II  

 

La ditta Malvestio, inoltre, provvide anche alla manutenzione dello strumento fino a quando questo non fu trasportato nell’attuale Chiesa parrocchiale ad opera della ditta Pugina di Stanghella (Pd) nel 1922, la quale adattò l’organo alla nuova posizione (nella Chiesa vecchia si trovava nella cantoria sopra la porta principale) e al nuovo mobile, costruito dalla ditta Zonca di Bergamo su progetto dell’arch. Antonio Beni, in particolare portando le canne di facciata dalla trasmissione meccanica, com’era il resto dell’organo, alla trasmissione pneumatica.

 

Dall’archivio parrocchiale si ricava che nel 1929 organista era lo studente Umberto Carraro di Cappelletta di Noale, mentre Marco Girotto, figlio di Emilio il campanaro, frequentava a Treviso il secondo anno della scuola Ceciliana. Negli anni ’60 organista divenne Giuseppe Busatto, morto nell’anno 2000.

 

La facciata del Beni, che racchiude nel centro la pala del “Battesimo di Gesù”, ospita anche quarantasei canne del Tamburini, trentasei appartenenti ai registri Principale 8’ (dal La 9) e Ottava 4’ (dal Do 1), dieci, negli interstizi, del Basso 8’ del pedale.

Pane e Vin e Festa del Pan e vin

Da quasi vent’anni il gruppo “Amici Festa dell’Asparago e della Fragola” si è fatto carico di riproporre ogni anno, alla vigilia dell’Epifania, l’antico rito propiziatorio del “pan e vin”. Uno spezzone di vita contadina, molto diffuso fino a cinquant’anni fa, che aveva lo scopo, nell’immaginario popolare, di scacciare dalle campagne entità immaginarie con poteri negativi.

 

Alcuni più semplicemente lo ritenevano un rito per allontanare il freddo inverno, mentre altri ancora pensavano che servisse a rischiarare il cammino dei Re Magi verso la grotta di Betlemme.

 

Il grande falò viene allestito al centro del paese per permettere a più persone possibile di assistere all’evento.

Ramaglie, cannicci, i gambi ormai essiccati del granoturco e quant’altro di legno sia facilmente combustibile vengono abilmente sovrapposti e intrecciati attorno ad un fusto d’albero, piantato saldamente nel terreno, fino a raggiungere, con forma conica, una altezza di circa 4-5 metri.

 

Appena fattosi sera, ecco che il grande “pan e vin” viene acceso, in concomitanza di un prolungato spettacolo pirotecnico. E’ una gioia per tutti stare attorno al fuoco, ed è stupendo vedere la meraviglia negli occhi incantati dei bambini!

 

Nel frattempo, come facevano i nostri nonni, gli adulti scrutano la direzione del fumo e delle faville per trarre previsioni, più o meno valide, per l’annata che sta iniziando.

Una previsione che abbiamo spesso sentito dai nostri vecchi era: ”se il fumo va a mattina, prendi il sacco e va a farina (a chiedere la carità)'. Previsione poco felice!

Un’altra previsione, ottimistica per fortuna, era: ”se il fumo và a Garbin (sud-Ovest) tanta polenta e tanto vin” Quanto si avverassero queste previsioni, naturalmente, era tutto da verificare!

Ma la festa non finisce qui.

 

Bruciato il “pan e vin”, adulti e bambini si trasferiscono subito nella palestra in attesa dell’arrivo della signora BEFANA!

Un momento di sincera comunità, con mamme, papà e nonni che conversano serenamente e i bambini che si rincorrono vocianti e felici.

Per tutti ci sono: pinza, panettone, pop-corn, vin brulè e bibite.

A seguire una bella lotteria con premi esclusivamente per i piccoli.

Ed in chiusura la tanto attesa signora Befana che, sarà pure vecchia e brutta, ma dona una gonfia calza a tutti i bambini!!

Ricette

  • Risotto con il radicchio rosso

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  • Pasticcio gratinato di Fiori Rossi di Treviso